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Cognitive Computing – quali possibili sviluppi futuri?

Cognitive Computing – quali possibili sviluppi futuri?

Durante gli ultimi mesi, sempre più riviste specializzate in ICT e in Innovazione hanno affrontato con un differente grado di approfondimento il tema del Cognitive Computing. L’attenzione dei media è cresciuta costantemente a partire da inizio anno, quando IBM ha annunciato di voler investire un miliardo di dollari nel progetto “Watson“, il progetto che ad oggi sembra il più evoluto nella gestione delle fonti e nell’affidabilità delle risposte date.

Ma in cosa consiste il Cognitive Computing?

E’ la capacità di un calcolatore, o intelligenza artificiale, di fornire risposte a domande complesse, poste in linguaggio naturale, in ambiti fortemente diversificati.

Il computer è in grado di accedere ad innumerevoli fonti di dati, caratterizzati anche da un’elevata frequenza d’aggiornamento, sia strutturati (come un classico DB aziendale), sia destrutturati (come, ad esempio, Wikipedia o i Social Network), la cui complessità supera le capacità di elaborazione tradizionali (quello che oggi viene comunemente chiamato Big Data). Il sistema è in grado di accettare in input domande formulate in linguaggio human-like, e non esclusivamente attraverso le query che utilizzano sintassi predefinite. Attraverso tecniche di disambiguazione è quindi capace di identificare il reale significato della domanda e, con l’applicazione di un mix di tecniche probabilistiche, di identificare la risposta con il maggiore grado di attendibilità.

Spesso si tende ad associare l’innovazione agli gli sviluppi tecnologici. A mio avviso, invece, è importante distinguere tra la tecnologia che abilita e l’idea che, a partire dalle infrastrutture tecnologiche esistenti, riesce a creare un servizio o un prodotto capaci di soddisfare i bisogni dei clienti.

Per realizzare realmente l’Innovazione, il ruolo delle persone è, quindi, identificare in quali ambiti applicare il Cognitive Computing, come trasformare una tecnologia in un vantaggio competitivo per l’azienda. La capacità di immagazzinare e processare un’enorme quantità di dati per essere efficace deve essere applicata ai settori che in azienda realmente possono trarre beneficio, e  non è affatto scontato che le soluzioni siano le medesime in aziende appartenenti alla stessa industry.

Come procedere quindi per identificare gli ambiti in cui poter applicare con successo la nuova tecnologia?
  • Chiedetelo alle persone che lavorano in azienda, a chi ogni giorno deve affrontare e gestire la difficoltà di trovare delle risposte o di accedere ad una mole di dati eccessivamente ampia.
  • …e provate a capire come poterlo utilizzare per migliorare il customer journey dei vostri clienti, affinché le enormi potenzialità non si traducano esclusivamente in una riduzione di tempi e costi, ma anche in opportunità per gestire in modo innovativo il vostro rapporto con coloro che realmente possono decretare il successo o il fallimento di qualsiasi vostra iniziativa, i vostri clienti!

Il primo passo per raccogliere le opinioni e le idee dalle persone che lavorano in azienda è permettere a tutti di capire in cosa consista la nuova tecnologia. Non è necessario che tutti divengano esperti della materia: è sufficiente raccontarla, magari attraverso brevi video, in modo facile, con esempi chiari di come e dove ad oggi è stata applicata con successo. E poi date modo a tutti di proporre le proprie soluzioni. Permettete che ognuno contribuisca con commenti e suggerimenti. Per stimolare la partecipazione non sono necessari premi economici, ma è sufficiente garantire che chi ha proposto l’idea, in caso di sua realizzazione, faccia parte del team dedicato allo sviluppo.

Per concludere, i vari sviluppi delle tecnologie sono solo abilitanti alla vera innovazione, che può essere raggiunta solo identificando delle applicazioni che garantiscano valore, perché, come descritto dalla nostra Innoformula (R),  l’Innovazione è tale quando genera un Valore quantificabile.

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