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Digital is the new “Mappazzone”

Anche stamattina mi è stata recapitata in posta elettronica una interessante newsletter che mi rimandava ad un interessante articolo in cui si declinava l’ineluttabilità della rivoluzione digital, in cui si affrontavano le sfide chiave della strategia digitale e dove si indicavano le 10 regole per non perdersi nulla degli nuovi scenari competitivi. Indicazioni con questi contenuti ci provengono da molti attori, dai più accreditati studi di consulenza sino ai vendor più dinamici.

Immagino che la stessa cosa capiti anche a voi. Così come capita a tutti noi di discutere su cosa sia digital e cosa non lo sia.

Affidiamoci a Wikipedia che ci dà questa definizione di “digitale”: “In informatica ed elettronica con digitale ci si riferisce a tutto ciò che viene rappresentato con numeri o che opera manipolando numeri. Il termine deriva dall’inglese digit, che significa cifra (che in questo caso si tratta del codice binario, ovvero un sistema numerico che contiene solo i numeri 0 ed 1), che a sua volta deriva dal latino digitus, che significa dito” ed aggiungerei in contrapposizione ad “analogico” cioè non numerabile, non analizzabile entro un insieme discreto di elementi.

In sintesi, sostituire con applicazioni numeriche costituite da una serie di “010101010” azioni che in precedenza effettuavamo manualmente anzi direi fisicamente.

Se il tema base è la “sostituzione” occorre che questo effetto sia economicamente perseguibile come è accaduto in tutte le innovazioni di processo e non solo che ci hanno preceduto.

Esistono quindi nella tematica digital due aree di ragionamento definite:

  • la prima è il grado di sostituzione, inteso come quante azioni/processi sono coinvolte nella sostituzione;
  • la seconda è il grado di adozione, inteso come quante persone utilizzeranno la nuova modalità.

Sulla base di questi concetti in Ars et Inventio abbiamo costruito uno strumento d’orientamento che ci consente di personalizzare per settore e azienda l’impatto dello Tsunami Digital, da me indicato come un vero e proprio mappazzone che ci disorienta ed ci si presenta multiforme e multicontenuto.

Presentazione standard1Sovente nelle riunioni con clienti e nuovi interlocutori, questi ci hanno posto le seguenti domande: “ma questo è digital per noi?”, “che impatti ha questa tecnologia digital nella nostra azienda e nel nostro settore?”.

Provate ad adottare questa mappa per orientarvi e per classificare i contenuti delle suddette newsletter sulla base del vostro settore e della vostra azienda.

Provate a ipotizzare gli impatti in termini organizzativi, di processo e strategici delle singole tecnologie e delle singole tematiche digital in base anche ai differenti insiemi di persone coinvolte e coinvolgibili.

Se non riuscite a compiere questa classificazione perché non riuscite ad individuare l’area di sostituzione, allora siete in uno spazio nuovo che chiamiamo Digital Creation.

Là dove creatività e innovazione possono dare vita a nuovi processi, nuovi mercati, nuovi modelli di business e nuove aree di evoluzione delle persone e dei loro compiti.

2 commenti

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