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Il mondo diventa più piccolo ogni giorno … il mondo diventa più grande ogni giorno!

Il mondo diventa più piccolo ogni giorno … il mondo diventa più grande ogni giorno!

Che il mondo stia cambiando non è un mistero (o almeno lo spero :-) ). I maggiori “esperti” di economia e sociologia parlano incessantemente di “cambiamento costante”, tanto che la parola “cambiamento” è divenuta il “luogo comune” più diffuso nel nuovo secolo.

Ma come si realizza il cambiamento, e perché siamo restii ai cambiamenti?

Studiando le Best Practice dell’innovazione, e soprattutto dalla mia esperienza lavorativa nel mondo dell’Innovazione, mi sono reso conto che il successo o l’insuccesso di eventi legati al cambiamento sono per lo più dovuti alla capacità o meno dell’impresa, istituzione o comunità che sia o del singolo individuo di comprendere in primis e gestire poi il fenomeno della resistenza al cambiamento attivamente.

Fenomeno che già Machiavelli nel “Principe” aveva ben descritto:  ”non c’è niente di più difficile da prendere in mano, di più pericoloso da guidare e di più incerto successo che avviare un nuovo ordine di cose, perché l’innovazione ha nemici in tutti quelli che hanno operato bene nelle vecchie condizioni e soltanto tiepidi sostenitori in coloro che potranno essere avvantaggiati dal nuovo”.

Dal mio punto di vista bisogna far riferimento a “quattro aspetti” che alimentano il  cambiamento:

1.   tempi e spazi sempre più compressi: eventi che accadono dall’altra parte del mondo possono avere un impatto immediato sul nostro quotidiano, creando nuovi mercati da servire e nuovi modi per servire mercati attuali;

2.   strategie sempre più complesse: adozione di tecnologie scardinanti ed esplosione di network di innovazione sempre più interconnessi e dinamici e clienti sempre più esigenti ed informati;

3.   trasparenza e coscienza sociale: l’era del 2.0 ha dato il potere di acquisire e condividere i dati nelle mani del singolo cliente, costringendo le aziende ad una maggiore trasparenza e responsabilità sociale;

4.   bisogni latenti sempre più elevati: un bisogno soddisfatto non soddisfa più, e ciò che un tempo rappresentava un desiderio diventa rapidamente necessità; la caratteristica che un tempo differenziava il nostro prodotto diventa nell’immediato un ottimo biglietto di ingresso dei nostri concorrenti, perché “rubano”, copiano e migliorano.

Questi aspetti stanno condizionando sempre di più sia le organizzazioni sia noi individui. Li possiamo considerare dei nemici, come “quattro cavalieri dell’apocalisse”, che mettono fine al business; oppure come  alleati, i nostri “Magnifici Quattro”, che modificando il nostro modus operandi, ci aiutano ad accelerare il nostro business e a conseguire vantaggi competitivi, esplorando nuovi mondi senza avere paura di cambiare.

Questi aspetti non sono per nulla nuovi ed esistono da quando gli uomini hanno cominciato a realizzare comunità e società complesse. Ma qualcosa è cambiato: questi aspetti non hanno mai avuto un percorso di feedback immediato!

Ecco perché gli “esperti” parlano di cambiamento e agenti di cambiamento, ed ecco perché imprese ed organizzazioni temono i mutamenti: se si impara a cavalcare l’onda del cambiamento, ci si possono aspettare ricche soddisfazioni!

IL MODO MIGLIORE PER AFFRONTARE IL CAMBIAMENTO E’ ANTICIPARLO

Mi viene in mente la scena del film “Pulp Fiction” in cui il personaggio interpretato da Harvey Keitel (Mr. Wolf) prima di presentarsi a casa di Jimmie Dimmick (interpretato da Q. Tarantino),  riceve una telefonata da Marsellus Wallace, in merito ad un problema da risolvere e Mr. Wolf conclude la sua telefonata con la frase “… ci vogliono trenta minuti, ce ne metterò dieci!”.

Questa scena, ed in particolare il personaggio Mr. Wolf, divertì molto il pubblico alla prima del film, ed è possibile leggere al suo interno un messaggio molto importante: bisogna essere rapidi, efficaci ed altro per poter far fronte ai cambiamenti e poterli allo stesso tempo anticipare.  Chiedete lumi ad Apple, che con l’iPod e iTunes ha anticipato agli inizi del secolo la fruizione della musica digitale, o alla Nintendo che con la Wii ha offerto ai propri clienti ciò che volevano, ancora prima che essi stessi si rendessero conto di volerlo. Entrambe hanno soddisfatto un bisogno già esistente: musica e divertimento.

Pertanto sarà la flessibilità mentale e non il possesso di un expertise esclusiva a definire le imprese leader destinate al successo!

Noi, in Ars et Inventio, abbiamo strutturato un metodo che aiuta le aziende a sposare il cambiamento, che incide contemporaneamente sulla cultura dei singoli e dell’organizzazione, facendo leva sui quattro aspetti che incentivano al cambiamento, rendendo i “quattro aspetti” dell’innovazione non fonte di paura del cambiamento bensì dei forti alleati come i “Magnifici Quattro”, da ingaggiare e adottare.