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Mai etichettare le persone! La lezione di Ginsberg

Ognuno di noi è un essere complesso che gli altri, per scarsità di tempo, tendono a definire ricorrendo al suo lavoro, ad un aggettivo, o – peggio – ad una piccola calunnia, magari facendola passare inizialmente per un complimento, che lascia il segno in chi l’ha accettata ed in chi l’ha subita.

Un esempio: “E’ un creativo”, che negli USA è il miglior complimento che si possa fare ad una persona, in Italia si interpreta come: “E’ un cialtrone …”

Attenzione, perché le etichette che diamo agli altri sono il nemico dell’innovazione e del cambiamento: cristallizzano le persone in giudizi monolitici, in cui esse stesse si autorelegano, limitando le proprie possibilità di crescita! Se un’azienda vive di etichette, blocca la crescita umana e professionale dei propri colleghi, ed – alla fine – rimarrà essa stessa chiusa in un’etichetta: quel brand che, senza innovazione, nel tempo diverrà obsoleto!

 

articolo sul blog l'Ornitorinco di Ernesto Ciorra

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