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Innovazione e tradizione: quale legame?

Contrariamente alla credenza comune, innovazione e tradizione sono due facce di una stessa medaglia

Innovare è oggi diventato un imperativo per aziende, istituzioni e singoli individui, mentre tradizione indica per definizione un rifiuto al nuovo, al progresso e al dinamico. Tuttavia, innovazione e tradizione non devono essere visti necessariamente come due concetti antitetici: quando, infatti, s’innova, non si crea niente di nuovo, ma si continua, si mantiene e si rinnova una tradizione.

Dal canto suo, l’innovazione cerca di migliorare il mondo e la società, illudendosi di raggiungere l’obiettivo senza un criterio saldo alla base; viceversa, la tradizione ha sempre e comunque una sorta di “debito” con il tempo passato, con quello che è stato. Proprio questo legame con un tempo che non sarà più consente alla tradizione di avere dei criteri che ammettono il giudizio sul tempo presente.

Il legame tra innovazione e tradizione è stato evidenziato anche da filosofi di tutto rispetto. Sant’Agostino, padre della Chiesa nonché apprezzato teologo, considera la tradizione come quel qualcosa nato da Dio, in Dio e con Dio; al contrario Nietzsche, filosofo tedesco vissuto a cavallo tra la metà del 1800 e l’inizio del 1900, ritiene l’innovazione il tentativo dell’uomo di sganciarsi dalla figura divina per affermare la propria libertà assoluta.

Tradizione e innovazione lasciano, quindi, i segni del loro legame con la storia. Le più importanti innovazioni filosofiche hanno ad esempio radici nella tradizione aristotelica. Allo stesso modo i processi di innovazione nella continuità messi in pratica da tutta la Filosofia medievale si basano sul logos greco e in tutta la metafisica analitica contemporanea continuano a persistere concetti della tradizione. In aggiunta, la tradizione delle tesi di Aristotele sulla scelta e sull’amicizia, continua ad essere attuale, anche in un mondo che cambia, che innova.

Se innovazione e tradizione si rincorrono, le scelte sono, o perlomeno, possono essere guidate?

L’innovazione non può avvenire senza tradizione, però la tradizione e l’identità che riesce a creare nel tempo e con il tempo non sono le sole componenti che orientano le scelte dell’individuo, del “Tu”. Il “Tu” è e deve rimanere un concetto universale, che non si può formalizzare universalmente: il tu è quel qualcosa di generale, riferito al particolare.

Ma allora, concludo in modo provocatorio: esiste un tipo di innovazione che ha la capacità di decidere razionalmente per individuo e per la collettività?

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