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David Orban: “Sperimento il futuro su di me”

David Orban: “Sperimento il futuro su di me”

David Orban, amministratore delegato della Dotsub e docente alla Singularity University, si è da poco fatto impiantare un chip NFC nella mano.

Marco Zatterin lo ha intervistato e potete leggere sulla Stampa online questa interessante conversazione dove Orban spiega i motivi di questa sua scelta e le possibili applicazioni che potranno essere sperimentate in futuro.

Di seguito, alcuni dei passi più interessanti.

Hai scelto il chip. Necessità, opportunità o stimolo?

E’ successo al Singularity University Summit Europe di Amsterdam. E’ stato lì che ho deciso di compiere questo passo. Non lo chiamerei certamente una necessità, sarebbe una esagerazione, come del resto non è stata una mossa di impulso. E’ sempre un aspetto molto importante decidere quando è il momento di sperimentare una nuova tecnologia, è il fondamento per saperla cavalcare e gestirne le conseguenze.

A che serve, in definitiva?

Anzitutto a testare l’accettazione sociale degli interventi tecnologici e rompere le barriere per un dialogo che non può avvenire solo fra specialisti. Serve a provocare un’intervista, ad esempio.

E poi?  

Contrariamente a quello a cui siamo abituati, la tecnologia non serve solo a ripristinare una condizione di malattia al livello della normalità. Può servire ad aumentare le capacità. Non usiamo gli occhiali solo se siamo miopi, ma anche i binocoli per vedere più lontano. Esistono territori che vale la pena di esplorare e molte persone che non lo accettano. Questo impianto, modesto e innocuo, può favorire il dialogo con chi pensa che non debba essere permesso estendere le capacità umane su base tecnologica, in modo da fargli dire perché.

Un esempio?  

Potrei poter accedere a tutte le funzioni delle piattaforme di fiducia condivisa in modo trasparente e libero da tutte le pratiche a abbiamo adesso. Come prendere una vettura in car sharing, dormire in Airbnb, utilizzare un ufficio virtuale, pagare il pranzo o il caffè. E molte altre cose più avanzate. Ora il chip non sa dov’è, non sa che è in un copro umano. In futuro potrebbe misurare il contenuto di glucosio nel sangue per aiutare un diabetico, per interfacciarsi con il sistema nervoso per interrogare Google senza dover utilizzare un cellulare, o per comunicare telepaticamente (come lo chiameremmo oggi) con una persona.

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