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Thinking inside the box

Alla fine di febbraio di 25 anni fa (1990) in Adobe nasceva Photoshop: un programma di elaborazioni delle immagini per Mac OS che, nel corso degli anni e delle versioni, si è imposto come standard professionale di mercato ed è diventato sinonimo di fotoritocco.

In questi cinque lustri – che in campo informatico corrispondono quasi ad ere geologiche – la Adobe si è sempre contraddistinta per essere all’avanguardia nei settori di cui si occupa: tre anni dopo la nascita di Photoshop ha creato il Portable Document Format (PDF) e, oltre all’elaborazione delle immagini, produce software allo stato dell’arte per il montaggio video, la stampa e il publishing digitale, la grafica vettoriale, la creazione di siti web, ecc. .

Oggi è un’azienda di 13.500 persone che fattura più di 4 miliardi di dollari e, ultimamente, ha cambiato modello di business, passando dalla storica modalità di vendita di software inscatolati a quella digitale (in primis), per approdare nel 2013 al software as a service: è possibile utilizzare Photoshop e altri prodotti in cloud, pagando una quota mensile, con una serie di vantaggi tra cui il poter disporre sempre delle versioni più aggiornate.

Da grande appassionato di fotografia, ho seguito gli sviluppi di alcuni loro prodotti negli anni, e con una certa sorpresa ho scoperto di recente una loro singolare iniziativa: il KickBox Innovation Program.

Di che si tratta? è un semplice box di cartone rosso “da aprire in caso di idee”, che ogni dipendente Adobe può richiedere, contenente:

  • uno snack al cioccolato
  • una gift card Starbucks da $10
  • una penna BIC
  • due quaderni
  • dei post it
  • un timer
  • le istruzioni per l’utilizzo
  • …e una carta di credito prepagata del valore di $1.000

L’aspetto singolare (ancora più singolare del contenuto stesso!) è il fatto che gli impiegati possono spendere quei soldi senza dare giustificazioni di alcun genere. Unico vincolo: le idee devono poter essere lanciate e testate rapidamente tramite siti web.

Com’è possibile, ci chiediamo, e dov’è il trucco?

Per capirlo, occorre sapere com’è nata la KickBox. Adobe sviluppa in media 6-12 prodotti l’anno e, per ogni idea che viene trasformata in prototipo, alloca da $1.000 a $1M.

Mark Randall, Chief Strategist e Vice President of Creativity di Adobe, si è chiesto come poter migliorare questi numeri. Ha capito che doveva spostare il focus dal voler creare Innovazioni al creare Innovatori, sviluppando le skill delle persone in azienda, e dando loro più libertà e responsabilità. Un investimento a lungo termine, ma dal potenziale molto più alto.

In una struttura tanto grande e complessa uno dei primi ostacoli alla libertà è la burocrazia: il processo per chiedere finanziamenti interni è piuttosto lento. Da qui, l’idea semplice e geniale di Randall: invece di allocare (e rischiare) $1M su un singolo progetto, perché non allocarne 1000 su 1000 progetti, ribaltando completamente il paradigma, e approvando le idee ancora prima di averle?

Dall’ascolto delle proprie persone è emersa la necessità di guidare il processo di sviluppo delle idee e, pertanto, è stato sviluppato un set di istruzioni che consentisse di completare il percorso in autonomia, articolato in sei dettagliati livelli:

  • Inception, focalizzato sul capire e definire le motivazioni che spingono l’autore alla realizzazione dell’idea
  • Ideate, relativo al processo di ideazione
  • Improve, per selezionare e migliorare le idee raccolte
  • Investigate, per metterle alla prova
  • Iterate, in cui si ottimizza l’idea
  • Infiltrate, ovvero il pitch ai senior executive con la richiesta di Go.

Quanto al resto, la barretta di cioccolato e la gift card di Starbucks fanno simpaticamente seguito alle necessità di zuccheri e caffè; il timer serve per tenere i tempi nelle sessioni di creatività; uno dei due quaderni è dedicato alle “bad ideas” (secondo Adobe bisogna inizialmente considerare tutte le idee come cattive per non perderne nessuna e riuscire a isolare quelle meritevoli).

Proprio perché abituati a creare dei prodotti è stato per loro naturale “confezionare” l’idea, appunto, in una scatola.

Ha funzionato? In Adobe stanno usando Kickbox da 18 mesi e i risultati sono stati incoraggianti: a fronte di circa mille KickBox distribuite, i progetti sviluppati sono diverse centinaia, con una spesa notevolmente ridotta rispetto al processo di innovazione tradizionale e un tempo di execution rapidissimo. Il 6% di chi ha chiesto una Kickbox è arrivato allo step finale, preparando il pitch con la richiesta di altri finanziamenti per rendere l’idea un prodotto ufficiale. E’ interessante notare come alcuni di questi impiegati erano alla loro seconda Kickbox (le scatole non sono una tantum: conclusa una, se ne possono chiedere altre).

Randall è così soddisfatto dei risultati che ha deciso di rilasciare la metodologia in modalità open source. Da febbraio 2015 è possibile, infatti, scaricare dal sito Adobe un pacchetto contenente istruzioni e schemi per utilizzare la Kickbox a titolo personale o nella propria azienda.

Senza snack al cioccolato e prepagata da $1.000, ovviamente :)

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