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Cosa vuoi fare da grande?
Lo scenario delle professioni e del lavoro sta cambiando.

Alcune prospettive sono molto inquietanti, come descrivono alcune provocatorie predizioni di Gartner sull’impatto delle cosiddette smart machine (le macchine intelligenti, come Watson di IBM) sul mercato del lavoro: 

Entro il 2030 il 90% dei posti di lavoro così come li conosciamo oggi, sarà sostituito da macchine intelligenti … Da qui al 2023, un terzo del lavoro altamente qualificato svolto da medici, avvocati, commercianti e professori sarà sostituito da macchine intelligenti o da personale meno qualificato (non specialistico) assistito dalle tecnologie di cognitive computing.

Gartner Maverick* Research: Surviving the Rise of 'Smart Machines', the Loss of 'Dream Jobs' and '90% Unemployment'

Se, da una parte, scenari di questo tipo, volutamente provocatori, ci ripropongono la competizione fra uomo e macchine, dall’altro, i cambiamenti in atto aprono prospettive interessanti per nuovi ruoli, nuove professioni, nuove sfide. In questi tempi molte fonti ci propongono liste di nuove professioni, come un articolo di Wired[1] che riporta uno studio di Fast Future che, per conto del governo britannico, ha individuato 20 nuove professioni che nasceranno o si svilupperanno entro il 2030. La lista include nuove professioni in ambito medico (i costruttori di parti del corpo, i nanomedici, i chirurghi per l’aumento della memoria), consulenti specializzati per la terza età, filosofi specialisti di etica della “nuova scienza”, agricoltori verticali e “Pharmer“, agricoltore/allevatore genetista, avvocati virtuali, manager di avatar per l’insegnamento, sviluppatori di mezzi di trasporto alternativi, piloti spaziali, guide turistiche dello spazio, architetti per pianeti, broker del tempo.

Se dovessi però pensare a cosa fare da grande (e non ridete :-) ), mi piacerebbe pensare a qualcosa che affronti problemi reali che vivo quotidianamente. Quali problemi? Non serve andare lontano. Sono qui a lavorare e su un foglietto ho appena scritto due nuove password (ci sono voluti tre tentativi per ciascuna per conciliare i livelli di sicurezza richiesti) per accedere a contenuti in rete e per collegarmi al Wi-Fi della nostra nuova bellissima sede. Poi li trascriverò su un file per non scordarle, ma ormai ho tanti documenti e versioni (su PC, tablet e mobile), tante fonti (i calendarietti da tavolo sono molto utili, peccato che cambino ogni anno …). Insomma, la nostra vita online, da questo punto di vista, è diventata un incubo. Ma non c’è una soluzione? Forse si…

DA GRANDE VOGLIO FARE IL GUARDIANO DIGITALE

Il Guardiano Digitale è una delle 5 in 5 (cinque previsioni che si ritiene si avvereranno nel corso dei prossimi cinque anni) di IBM. Secondo questa previsione, abbandoneremo le password e tutte le regole oggi importanti per la sicurezza in favore di un sistema in grado di riconoscere le nostre abitudini, i nostri dati, le nostre applicazioni, che saprà individuare le deviazioni dalla norma e fermare gli attacchi e i furti di identità.

E, parlando di questo nuovo ruolo, interessanti le altre possibili sfaccettature, come due figure menzionate dallo studio Fast Future: il Responsabile per lo smaltimento dei dati personali, che fornirà alle persone che non voglio essere rintracciate un servizio efficace di smaltimento ed eliminazione dei dati personali presenti nei vari database, elettronici o fisici ed il Responsabile della gestione e dell’organizzazione della vita digitale che avrà il compito di aiutarci a organizzare la nostra “vita digitale”. Su richiesta, questi “manager dell’ordine elettronico” si occuperanno di gestire le nostre email, assicurando un’archiviazione efficace dei dati, e di sistematizzare e razionalizzare le nostre identità digitali (username e password) e il modo in cui utilizziamo i software e le applicazioni.

Anche Gartner sottolinea come la gestione delle identità stia sempre più orientandosi alla logica di servizio, creando nuove funzioni come il Fornitore di Identità Pubbliche ad Alto Livello di Garanzia, utilizzabile per condurre transazioni ed interazioni che richiedono livelli elevati di sicurezza e garanzia e rivolto ad aziende, privati ed enti pubblici (il progetto SPID Servizio Pubblico di Identificazione, che prevede che la gestione delle identità per accedere ai servizi pubblici possa essere svolta da Terze Parti private va in questa direzione).

Insomma, se le previsioni non sbagliano, in pochi anni potremo dimenticare gli affanni, le paure, i rischi, la noia, gli stratagemmi (nella maggior parte dei casi pessimi, da un punto di vista della sicurezza) che usiamo quotidianamente per svolgere la nostra vita in rete e potremo affidarci a chi gestirà per noi le nostre identità digitali utilizzando un mix di soluzioni che tengono conto del nostro modo di essere (biometrica) e di comportarci (analisi comportamentale). Ma il nostro Guardiano Digitale potrebbe anche fare di più, come per esempio gestire per conto nostro i potenziali ricavi che la nostra attività in rete potrebbe portarci (si pensi per esempio al riconoscimento dei contenuti che immettiamo in rete).

E tu cosa vuoi fare da grande?

 

[1] Wired, Lavori del futuro : le 20 nuove professioni che nasceranno entro il 2030

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