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L’azienda che vorrei

Ho partecipato al Festival di Internazionale di Ferrara come Coordinatore Scientifico del Master Innovation Management per discutere del “Benessere in Azienda”

 

Sono un lettore della rivista “Internazionale” da qualche anno e, al di là di come ci si schieri o si intenda il proprio orientamento politico, penso sia un’ottima occasione di sguardo fuori dall’Italia e di rassegna degli approfondimenti più interessanti. Non avevo mai avuto pensiero o modo di interessarmi dell’appuntamento stile “Festival” che la rivista organizza a Ferrara riunendo giornalisti e opinionisti di tutto il mondo.

Per l’edizione 2015, che si è appena conclusa, ho avuto occasione di parteciparvi grazie all’iniziativa promossa da CIR Food e dal magazine on line www.informazionesenzafiltro.it.

I due promotori, insieme alla rivista, hanno organizzato un approfondimento sulle tematiche del lavoro e del “Benessere Aziendale”

Nella giornata di venerdì 2 Ottobre si è svolta un’attività di workshop sul tema “L’Azienda che vorrei” propedeutica alla formalizzazione del “Manifesto del Benessere in Azienda” che è stato presentato pubblicamente nella giornata di sabato 3 Ottobre. http://www.internazionale.it/festival/argomenti/lavoro.

La metodologia che è stata utilizzata è risultata essere molto interessante e funzionale agli obiettivi del progetto.

Personalmente ho partecipato in qualità di Coordinatore Scientifico del MIM – Master in Innovation Management che Ars et Inventio da 6 anni organizza con la Business School del Sole 24 Ore,  insieme a cinque dei partecipanti dell’edizione 2015.

Il MIM è stato selezionato tra i quattro master che in Italia meglio preparano al cambiamento ed alle nuove dinamiche del contesto economico. Insieme ai miei colleghi coordinatori ed ai partecipanti del MUSTer di FiorDiRisorse, del Master Comunicazione di Publitalia, del Master MAINS – Scuola Superiore Sant’Anna e agli studenti delle Università di Parma-Modena-Reggio, abbiamo strutturato 5 tavole di lavoro arricchite dalla presenza di manager aziendali delle aree HR ed organizzazione di primarie aziende Italiane (Loccioni, BPER, Barilla, IIT, Landi Renzo e la stessa CIR Food) sui temi di:

  • I luoghi dell’azienda che vorrei
  • le parole dell’azienda che vorrei
  • il benessere dell’azienda che vorrei
  • le community dell’azienda che vorrei
  • l’alimentazione nell’azienda che vorrei

I tavoli di lavoro sono stati composti sulla base di un criterio che ha cercato di perseguire la massima eterogeneità possibile viste le differenti comunità presenti.

La sintesi dei lavori, come detto, sono stati presentati al pubblico e alla stampa internazionale, discussi in plenaria da Alessandra Stasi (HR Manager di Barilla), da Emmanuele Pavolin (Università di Macerata), da Catherine Andrè (giornalista francese di VoxEurope), moderati da Frediano Finucci (capo redattore Tg La7) con un sold out ed un elevato tasso di interattività con il pubblico che ha soddisfatto pienamente tutte le parti coinvolte nel progetto.

Volevo quindi condividere con voi i punti di sintesi emersi dalla discussione tra i protagonisti che non sono ancora in azienda, tra chi in azienda ci naviga da anni e chi da anni naviga tra le aziende.

Come sempre il confronto e la discussione è aperta

L’Azienda che Vorrei

  1. Promuove la “Coopetizione” intesa come possibile equilibrio tra la massima collaborazione tra le risorse e l’innato desiderio di ambizione;
  2. Ritiene che il tempo sia una risorsa indispensabile da rispettare sia all’interno che all’esterno dei luoghi di lavoro con una linea di confine tra vita professionale e vita privata;
  3. Considera le passioni personali una risorsa strategica per conseguire gli obiettivi aziendali e lo sviluppo delle competenze dell’azienda;
  4. Struttura iniziative e di si avvale di strumenti innovativi per essere una Open Company in grado di integrare e di far partecipare le community interne ed esterne ad essa ai processi di miglioramento continuo, di presa di decisione e di innovazione allo scopo di ottenere valore per il proprio business, anticipando e reagendo ai cambiamenti:
  5. Sintetizza il tema della Diversità nella pratica di inserire e assumere in Azienda persone sempre migliori di quelle presenti per valore e capacità;
  6. Sviluppa la consapevolezza di tutti di poter contribuire al successo comune, attraverso una leadership chiara, trasparente e coerente nel tempo e alla capacità di definire Mission e Valor insieme ai propri dipendenti affinché questi ne diventino veri ambasciatori. In questo modo Le persone si identificano nell’ azienda e l’azienda nelle persone;
  7. Promuove la fiducia attraverso l’ascolto e il dialogo;
  8. Invita ogni singolo dipendente a mettersi in gioco e considera l’errore come parte indispensabile di un processo di crescita;
  9. Investe e progetta spazi confortevoli e stimolanti allo scambio di idee e alla creatività dei singoli e dei gruppi indipendentemente dal ruolo ricoperto al fine di contaminare, innovare, far emergere idee non convenzionali e la conoscenza attraverso l’intera filiera;
  10. Informa e promuove la consapevolezza del benessere psico fisico dei dipendenti. L’alimentazione e le mense aziendali diventano mezzo per promuovere la diversità fra culture, religioni e stili alimentari e spazi per la loro affermazione;
  11. Condivide materialmente con il territorio il successo economico conseguito.

La sfida ora è passare alla fase di realizzazione.

 

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