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Innovazione e Leadership

Nel corso degli ultimi due anni ho avuto modo di partecipare a un gran numero di progetti il cui obiettivo, esplicito o meno che fosse, era quello di migliorare l’approccio all’innovazione dei nostri clienti. Un argomento che sosteniamo con forza con i nostri clienti è che l’innovazione, per trovare terreno fertile in azienda, necessita di un presidio forte e convinto, fatto di lavoro, investimento ed entusiasmo. Nei nostri progetti di Innovation Management, nei quali supportiamo il cliente nel dotarsi di una funzione in grado di presiedere a tutte le tematiche relative all’innovazione, e in quelli di Innovation People, durante i quali cerchiamo di dare alle persone dei team di innovazione tutte le competenze e le soft skill necessarie a dare il proprio contributo, quello che abbiamo potuto osservare è la forte influenza che leader, più o meno capaci, possono dare all’impatto innovativo in tutta l’azienda.

Ma quali caratteristiche è importante che abbia l’attuale e futura leadership dell’innovazione in azienda?

Nel corso di svariati confronti sul tema con i miei colleghi e fuori da Ars et Inventio, ho trovato tre spunti molto interessanti da Edgar Morin che, in un testo di una quindicina di anni fa (due ere geologiche in termini di innovazione tecnologica, ma tre minuti per quando riguarda lo studio e la comprensione dei fattori umani),” i sette saperi necessari all’educazione del futuro”, delinea sette grandi quesiti che corrispondono ad altrettanti campi di approfondimento ritenuti necessari per lo sviluppo di un mondo più sostenibile. Non tutti questi aspetti sono probabilmente necessari allo sviluppo di una sana leadership in materia di innovazione in azienda. L’obiettivo che Morin si pone è senza dubbio decisamente più ambizioso, ma alcuni di essi possono essere presi in considerazione senza timore di sbagliare. Prima di tutto: “la cecità della conoscenza”. Un leader che si occupa quotidianamente di innovazione deve essere in grado di riconoscere le proprie propensioni all’errore e all’illusione, deve sapere come si impara a conoscere e quali bias la mente umana è più propensa a creare, altrimenti difficilmente potrà praticare un giudizio consapevole rispetto all’enorme quantità di informazioni che il suo ruolo comporta. Anche il secondo tema trattato da Morin è fondamentale per il leader dell’innovazione, “i principi di una conoscenza pertinente”. Cito testualmente dalla traduzione italiana: “La supremazia di una conoscenza frammentata nelle diverse discipline rende spesso incapaci di effettuare il legame tra le parti e le totalità, e deve far posto a un modo di conoscere capace di cogliere gli oggetti nei loro contesti, nei loro complessi, nei loro insiemi. È necessario sviluppare l’attitudine naturale della mente umana a situare tutte le informazioni in un contesto e in un insieme”. Infine, il terzo punto che mi sembra rilevante ai fini del nostro discorso è il quinto proposto dal sociologo francese: “affrontare le incertezze”, vale a dire acquisire la capacità strategica di affrontare il rischio e l’imprevedibilità connaturati all’impossibilità di gestire la totalità degli eventi, modificando il nostro approccio e le nostre soluzioni grazie alle conoscenze accumulate nell’azione. Se il leader dell’innovazione non fosse in grado di sviluppare questa capacità, avrebbe enormi difficoltà a imparare dagli errori e fallimenti del proprio team e a fare sì che l’organizzazione in cui opera continui a scommettere sul proprio potenziale innovativo.

 

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