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Montessori Kids

L’immaginazione non si esprime fino a quando all’essere umano non viene dato il coraggio e la forza per usarla e per creare

Maria Montessori

 

So che la memoria potrebbe tradirmi ma io ne sono quasi sicuro. Torino, quartiere Santa Rita, Via Bainsizza. Quasi di fronte all’allora presente supermercato PAM, in una villa c’era il mio asilo, oggi Scuola Materna. Ho trascorso lì due anni della mia infanzia. E quando sono uscito mi avevano insegnato a scrivere, far di conto ed addirittura i primi rudimenti di Inglese. Ma io ho un ricordo molto deciso. Mi divertivo, giocavo, soprattutto con i mattoncini. Strumenti che usavamo per tutte le attività. Ho ancora i quaderni di quei due anni. L’asilo era un asilo Montessori creato da Maria Montessori, nel 1896 prima donna medico dall’Unità d’Italia, scienziata, femminista e soprattutto pedagogista. Nel 1990 per la prima ed unica volta nella storia del conio italiano a Maria Montessori venne dedicata una banconota, le 1.000 Lire. La fortuna volle che anche alle elementari la, allora, mia Maestra unica applicasse e si ispirasse fortemente ai dettami del metodo Montessori.

Spesso proviamo ad immaginare un metodo educativo ed un sistema scolastico che stimoli gli studenti ad essere creativi, a non nascondere il potenziale artistico, a esaltare i propri punti di forza, a stimolare il lavoro in gruppo e manuale limitando l’uso di verifiche, test e compiti a casa.

Ecco, questo metodo esiste ed è proprio il metodo Montessori.

Il metodo si caratterizza per essere strutturato su due regole principali: autoapprendimento collaborativo e apprendimento divertente. Principi che diventano sperimentazione e stimolo della  curiosità.

Parole e principi che spesso leggo, ascolto e pronuncio quando parlo di imprenditorialità aziendale (Corporate Entrepreneurship), gestione dell’innovazione in azienda (Innovation Management) e metodi per innovare (Design Thinking). Stupisce anche come metodi molto in voga oggi tra i quali Agile, Lean, Lean Start Up, si rifanno ai medesimi principi.

E da italiano persiste quella solita sensazione tra orgoglio e rassegnazione dell’avere tutti gli strumenti ma di non riuscire a capitalizzarli. Credo che se volessimo veramente intraprendere una riforma del sistema economico, non solo scolastico, potremmo aggiornare ed applicare i principi del metodo Montessori facendoli emergere dal preconcetto che possano essere applicati solo all’istruzione primaria dei bambini.

Testimonianza di questo sono i sette pilastri del metodo di apprendimento:

  1. Indipendenza
  2. Responsabilità
  3. Autodisciplina
  4. Leadership
  5. Iniziativa
  6. Teoria
  7. Apprendimento permanente

Questi principi sono perfettamente in linea ed adeguati con il cambiamento in atto del nostro mondo, tra velocità e nuovi paradigmi. Un crescente tasso di innovazione tecnologica che deve essere affiancato da una formazione continua.

Ho due figli nativi digitali di 12 e 8 anni e quotidianamente registro il gap (Mind the Gap!) tra il loro metodo di apprendimento scolastico e il modo di apprendere fuori dalla scuola. Il nostro sistema di istruzione pubblica non riesce a tenere il passo con le dinamiche di tutto l’ecosistema. E penso che si stia mettendo a repentaglio il futuro dei nostri figli, preparando il terreno ad una nuova forma di discriminazione sociale ed economica.

La forma di scuola tradizionale era adatta per la formazione di persone pronte ai lavori di un’economia industriale tipica del 20° secolo, all’indirizzo della fabbrica, azienda, posto fisso, delega imprenditoriale ai terzi, dinamiche economiche a cicli costanti, economia di scala e di scarsità dei fattori produttivi. Oggi si fa un pessimo lavoro se si persegue in tutto questo. In un famoso TED Talk, il ben più autorevole di me Sir Ken Robinson faceva notare come le nostre scuole di oggi uccidono la creatività. Egli sostiene che per affrontare l’economia del 21° secolo (oramai codificata 4.0) le competenze più importanti sono l’imprenditorialità, l’iniziativa, la curiosità e l’intelligenza collettiva. Competenze che poco si sposano con un sistema di istruzione basato sulla ricerca della risposta giusta, sulla conformità e sul risultato medio.

Dati i principi e i contenuti espressi dal Metodo Montessori, questo non ha lasciato indifferente la Silicon Valley.

Sono talmente tanti i collegamenti tra coloro che hanno avuto successo nella Silicon Valley e il metodo Montessori che oggi, dopo aver celebrato e reso famoso il fenomeno “PayPal Mafia”, si attribuisce anche grande visibilità al fenomeno “Montessori Mafia“. Molti innovatori di successo hanno una formazione Montessori in comune. Possiamo annoverare Larry Page e Sergey Brin, fondatori di Google, che in una intervista televisiva hanno dichiarato: “Siamo entrambi andati alla scuola Montessori e credo che sia stata importante quella formazione, quel mancato rispetto delle norme e degli ordini, la motivazione a mettere in discussione quello che sta succedendo nel mondo, facendo un po’ in modo diverso”. Anche Jeff Bezos da bambino ha frequentato la Montessori cosi come Will Wright, l’inventore del best-seller dei videogiochi della serie “The Sims” che in una intervista ha dichiarato: “Montessori mi ha insegnato la gioia della scoperta, è tutta una questione di apprendimento di quello che più ti piace piuttosto di un insegnante che ti spiega delle cose. SimCity viene fuori da Montessori!”. Jimmy Wales, il fondatore di Wikipedia, è andato a una scuola che si ispira ai principi della Montessori e come molti dell’élite High-tech di oggi manda i suoi figli a una scuola Montessori.

Anche Thomas Edison, l’inventore americano e per certi versi il padrino della cultura dell’innovazione moderna americana fondò la sua scuola Montessori dichiarando: ”Mi piace il metodo Montessori. Insegna attraverso il gioco. Si rende l’apprendimento un piacere. Segue l’istinto dell’uomo … senza mettere come il sistema attuale, il cervello in uno stampo. Non incoraggiando il pensiero o il ragionamento originale”.

I Montessori Alumni comprendono anche il guru Peter Drucker, il tecno filosofo Jason Silva, per non dimenticare Taylor Swift, Beyonce e George Clooney.

Il Metodo Montessori può non essere ideale per tutti ma offre un progetto di istruzione che stimola l’innovazione e la curiosità insegnando che dobbiamo agire e iniziare a costruire le cose a piccoli passi realizzabili e lavorare per rendere le nostre idee concrete. E noi abbiamo il patrimonio per poter fare tutto questo.

E come in ogni metodo di successo, ci sono le eccezioni ! Eccone una 😀

Quanti Montessori Kids fra i lettori di questo post? Scrivetemi: ivan.ortenzi@arsetinventio.com

 

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