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10 suggerimenti per gli educatori che vogliono formare innovatori

10 suggerimenti per gli educatori che vogliono formare innovatori

La scuola uccide la creatività.

Questo è quanto sostiene Sir Ken Robinson, scrittore ed educatore oltre che brillante speaker ormai da anni.

Il motivo principale è che i sistemi di istruzione funzionano secondo una gerarchia di materie. In cima a questa gerarchia ci sono la matematica e le lingue, poi le materie umanistiche, e alla fine ci sono le materie artistiche, tra le quali c’è anche una gerarchia visto che arte e musica ricevono lo status più alto rispetto a materie come teatro e danza. Il risultato è che si ignora la moltitudine di tipologie di intelligenza umana e si mira a formare bravi e ubbidienti lavoratori invece che pensatori creativi. Per chi volesse approfondire il pensiero di Sir Robinson, consiglio la visione di questo Ted talk (che ha ottenuto più di 38 milioni di view) o la lettura del suo libro “The Element”.

Nella mia esperienza personale ho molte conferme che la scuola uccide la creatività e gli innovatori. I miei figli, fin dalla scuola materna, e addirittura in arte, sono stati costretti a colorare entro un contorno. Alle elementari hanno svolto principalmente programmi di matematica che insistono sui calcoli piuttosto che sulla soluzione creativa dei problemi e programmi di grammatica italiana che trascurano qualsiasi forma di scrittura creativa.

Il risultato di questo approccio lo vedo nella mia vita professionale. All’università (dove tengo un corso di “Marketing non Convenzionale” e dove ogni tanto porto le mie testimonianze) manca totalmente l’interazione docente / studenti, è poco sviluppata la pratica dei lavori di gruppo e quando richiedo uno sforzo di creatività e non uno studio mnemonico la maggioranza fa scena muta.

Il problema fondamentale è che questo approccio educativo non è adatto a preparare alle sfide del mondo di oggi che è ultra-connesso, complesso, soggetto a rapidi cambiamenti e che richiede la formazione di bravi/e lavoratori/trici che siano anche ottimi/e creativi/e. Infatti, le aziende chiamano, come formatori e consulenti, me ed i miei colleghi di Ars et Inventio per aiutarle a sviluppare la creatività in azienda e per trovare soluzioni innovative ai nuovi problemi che si trovano ad affrontare. Una parte del problema risiede nell’organizzazione delle aziende stesse (per approfondimenti si possono vedere altri articoli del nostro blog, tra i più recenti quello di Nicola Papaleo o quello di Ivan Ortenzi) ma una parte altrettanto rilevante dipende dal fatto che le persone, anche a causa del sistema educativo, hanno disimparato a pensare creativamente.

Cosa fare, allora, se si è educatori o formatori?

Ecco 10 utili suggerimenti:

  • Favorite sempre la collaborazione tra i discenti, permettendo a tutti di portare il proprio punto di vista
  • Cercate di mettere tutti nelle condizioni di esprimere il proprio valore e il proprio talento
  • Coltivate la creazione di network esterni per permettere di vedere le cose diversamente
  • Insegnate, soprattutto attraverso il vostro esempio, ad accettare punti di vista diversi
  • Incentivate a portare pensieri diversi e premiate che lo fa
  • Aiutate ad imparare dai propri errori: sono il nostro bene più prezioso e sono inevitabili se si è innovatori
  • Utilizzate e fate utilizzare tecniche di creatività per aiutare a vedere i problemi sotto punti di vista nuovi
  • Spingete sempre ad osare
  • Permettete ai discenti di perseguire le proprie passioni (almeno qualche volta)
  • Continuate sempre ad aggiornarvi sia sui contenuti sia sulle metodologie

Vi accorgerete che se cercate di seguire questa strada non solo formerete degli ottimi innovatori, ma voi stessi sarete continuamente arricchiti nel vostro sapere. A me succede quasi sempre quando vado in un’aula.

 

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