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Buzzword: istruzioni per l’uso

Nel corso delle ultime settimane, in diversi contesti nella mia attività, mi è capitato di vedere le aziende alle prese con le conseguenze del “marketing consulenziale” e delle sue buzzword.

Un cliente ci chiama perché deve innovare un servizio e ci chiede di organizzargli un Hackathon. Cercando di capire meglio le esigenze del cliente, capiamo che l’organizzazione dell’Hackathon non è lo strumento adatto per risolvere il suo problema, cerchiamo di spiegare le motivazioni e di portarlo a seguire altre strade. È uno sforzo inutile: il cliente è vittima di una delle mode del momento, che nella migliore delle ipotesi gli permetterà di fare un po’ di PR.

Altra situazione, altro cliente: una multinazionale che si è imbattuta nella buzzword Holocracy. Fortunatamente, ha ancora un approccio “open” rispetto al tema, perché cerca di capire se ha senso applicare il modello o meno. La riflessione che condividiamo fin da subito con lui è che utilizzare il modello nella sua azienda non ha alcun senso, né ha senso investire risorse in mega progetti sul tema. È, invece, molto più utile comprendere alcuni degli strumenti che utilizzano le aziende che fanno Holacracy e applicarli ad alcuni casi specifici della sua realtà, soprattutto quelli che impattano la relazione con il cliente. In questo caso riusciamo a convincere il cliente e, di fatto, gli permettiamo di risparmiare preziose risorse e di ottenere risultati concreti.

Altra esperienza su Creating Shared Value. L’approccio di Porter e Kramer sta prendendo piede. Di nuovo, ci chiedono di dare il nostro punto di vista. Spieghiamo che per fare veramente CSV tutti i processi aziendali debbono essere rivisti, altrimenti si fa quella che in inglese si chiama una “lipstick operation”. Consigliamo un approccio modulare, che dia risultati concreti presto, che crei cultura e che ponga le basi per poi cambiare veramente l’approccio nel medio periodo.

Un ultimo esempio: pensiamo a Customer Relationship Management, Customer Experience, Customer Centricity, Service Model Design, concetti che, negli 15 ultimi anni, hanno impattato sul mondo aziendale ma che alla fine insistono sulla stessa cosa, ossia soddisfare bisogni e aspettative dei clienti.

Innovation buzzword bingo

Cosa fare, dunque, con le buzzword?

Nella mia esperienza lavorativa ho avuto la fortuna di lavorare sia dal lato dell’azienda sia dal lato della consulenza, quindi ecco alcuni suggerimenti su come affrontare la buzzword del momento.

Per prima cosa, evitare “l’amore a prima vista”: può essere pericoloso se si vuole fare il bene dell’azienda.

Tuttavia, non bisogna essere chiusi: spesso dietro le buzzword ci sono evoluzioni di concetti e pratiche che si sono adattate a contesti di mercato sempre più complessi. Quindi, è utile comprendere cosa di cela dietro questi concetti, per capire quali strumenti possano essere utilizzati nella propria realtà aziendale

Farsi aiutare da esperti in materia (ossia consulenti) sicuramente aiuta a velocizzare il processo. In questo caso, è utile sentire diverse “campane” per comprendere i diversi approcci e poi affidarsi a chi si ritiene possa calare meglio nel proprio contesto gli strumenti più utili.

L’ultimo aspetto da considerare è se l’azienda ha la cultura per poter far sue la novità e renderle concrete. Su questo aspetto, troppo spesso si sorvola, eppure è la chiave per trasformare buzzword in valore aziendale.

 

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