• 0.000000lag
  • 0.000000lag
  • 0.000000lag
Disruptor o disrupted? 11 lezioni dal Social Business Forum 2016

Il 6 e 7 luglio scorsi si è tenuta la 9° edizione del Social Business Forum, evento ideato e organizzato da OpenKnowledge che quest’anno ha avuto come tema principale la PlatFirm Age.

Chiara Bertoletti su Mark-UP ha pubblicato un interessante articolo in cui riassume in 11 punti le lezioni che gli speaker hanno efficacemente illustrato ai numerosi ospiti presenti. Di seguito alcuni stralci.

Lo scenario di business attuale non sembra fornire molte alternative. O si agisce per essere dei disruptor, pronti a innovare e a trasformarsi parallelamente a tecnologia, domanda e mercato, o il rischio di essere disrupted è dietro l’angolo.[…] Una previsione? Entro il 2018 un terzo dei 20 top player di ogni settore industriale sarà colpito da competitor digitalizzati.[…]

#1 Siete nell’era delle platfirm, prendetene atto. A livello globale le “imprese-piattaforma” valgono 4 trilioni di dollari, parliamo di nuovi modelli di business ibridi capaci di intendere diversamente il sistema delle risorse e dell’interazione.
Un caso lampante? Uber[…] “La chiave per una piattaforma non è tanto aggregare attori diversi, ma gestirne l’interazione internamente”, sottolinea Sangeet Paul Choundary, autore del bestseller Platform Revolution. Le sue quattro C per una piattaforma di successo? Creation, Curation, Customization e Consumption.[…]

#2 I big data richiedono una dieta equilibrata.[…] “Oggi gli analisti spendono un sacco di tempo in elaborazioni utili solo per loro e non per le aziende. È necessario applicare ai big data un approccio maggiormente imprenditoriale, l’analisi tradizionale del sentiment non funziona più”, evidenzia Capeci, Chief Digital Officer e Ceo Italia, Tns. […] Le tre I che identificano un’insight efficace secondo Capeci? Incidenza, Impatto e Istantaneità.

#3 L’engagement resta la priorità assoluta. Non dovete convincerli, dovete coinvolgerli. Se non aumenti l’esperienza, il prodotto che compra il tuo cliente non ha valore, come ricorda Barbara Cominelli, Director of Commercial operations & Digital di Vodafone Italia.[…]

#4 È tempo di corporate centricity. Basta parlare solo di customer centricity, che il consumatore vada messo al centro è ormai stato inciso nella pietra. Il punto è assorbire la tecnologia e il digitale come forma mentis aziendale. Siamo pieni di dati e di potenziali risposte. Il difficile, come diceva già all’epoca Oscar Wilde, diventa allora farsi le domande giuste. Pena: un Walking Dead Business Model, come ha delineato Ivan Ortenzi, Ceo di Ars et Inventio.

#5 Il marketing deve cambiare musica. […] Molti marketing manager approcciano il loro lavoro ancora con l’obsoleto modello “a cascata” (plan-design-produce-deliver) […] ma si tratta di una formula lenta e non più efficace. Oggi, ad esempio, la roadmap del processo di marketing deve arrivare fino alla presa in carico dei feedback.[…]

#6 L’innovazione parte dalla creatività, o meglio, dalla capacità di scommettere e investire su quella creatività velocemente, senza arenarsi in processi operativi e burocratizzati. […] Il principale ostacolo? Rigidità strutturali nate per limitare il rischio d’impresa, dal quale tuttavia non ci potrà mai completamente esimere.[…]

#7 Convertitevi al target digitale … e riconvertite il vostro target. Da un lato la necessità di rispondere a nuovi consumatori, come i nativi digitali, chiede alle aziende e ai brand di adattarsi, […] dall’altro lato, tuttavia, esiste anche la possibilità di favorire a livello top-down un cambiamento in target apparentemente immobili, come quello dei senior.[…]

#8 Rilevanza e convenienza sono gli asset chiave […] però, entrambi vanno interpretati all’interno di un contesto nel quale identifichiamo e collochiamo il consumatore, attribuendogli lo stesso significato che hanno per lui.[…]

#9 Il futuro è nei sistemi cognitivi. Parliamo di sistemi in grado di apprendere, identificare problemi e anticipare la domanda prima ancora che la persona la formuli, capaci di migliorare sensibilmente la qualità di vita delle persone.[…]

#10 Collaborare è meglio. Nel mondo della sharing economy collaborare non solo è consigliabile, ma sempre più necessario. […]

#11 Siate coraggiosi. Perché è vero che “un uomo senza numeri è solo un uomo con un’altra idea”, come sottolinea Giorgio Soffiato, Ceo di Marketing Arena, ma è altrettanto vero che”data are nothing without decisions”, come ricorda Rene Van Der Laan.