• 0.000000lag
  • 0.000000lag
  • 0.000000lag
Che giorno è oggi?

L’esempio di Star Wars per costruire prodotti e servizi “mitici”

Esiste un fenomeno chiamato “Jedi census phenomenon“. Tecnicamente è un “grassroot” (movimento che si crea in modo autonomo e spontaneo all’interno di una comunità) nato nel 2001 da cittadini di differenti Paesi che hanno chiesto di essere riconosciuti e di poter dichiarare in occasione dei censimenti sulla popolazione, o di specifici sondaggi, la propria appartenenza alla religione “Jedi”, di dichiararsi “Cavaliere Jedi” come seguace di un costrutto teologico specifico. Ovviamente non serve dire che tutto questo sia ispirato alla saga di Star Wars. A proposito se serve che io lo sottolinei, non leggete oltre 😊

Non è chiaro se sia nato per protesta verso una mancata libertà di confessione non ortodossa, per reale convinzione o per scherzo. Personalmente mi piace pensare che tutto questo sia un sincero sentimento di devozione alla Saga che si è progressivamente “radicalizzata”.

Fenomeno che ha visto i Paesi anglosassoni come punto di partenza e che offre interessanti argomenti per coloro che si occupano di marketing e delle dinamiche di evoluzione dei mercati.

Negli ultimi anni, in occasione dei differenti censimenti, molti cittadini di molte nazioni si sono professati appartenenti alla “Religione Jedi”, dando origine a differenti forme di reprimenda e di minacce di interventi sanzionatori da parte dei Governi che avevano indetto la ricerca. Sanzioni che andavano dal semplice annullamento delle risposte nel famoso campo “altro”, sino a vere e proprie denunce a carico di chi, indicando la religione Jedi, era accusato di aver falsato i risultati del censimento!

Il prof. Adam Possamai, sociologo delle Religioni, nel suo libro “Religion and Popular Culture: A Hyper-Real Testament”, classifica la religione Jedi nelle religioni “Iperreali”. Religioni che beneficiano della potenza delle nuove tecnologie e dei mezzi di comunicazione di massa capaci di sostituire liturgie con immagini artificiali o costruite ad hoc che sembrano, appaiono e sono considerati reali. Qui abbiamo il grande potere del Cinema, successivamente affiancato da altri strumenti, che ci porta non solo ad immergerci, immedesimarci ma anche a replicare nella vita quotidiana gli stimoli ricevuti. Un effetto al quale recentemente assistiamo anche nei videogiochi, nel game entertainment, con effetti talvolta devastanti. La stessa rete Internet, gli stessi Social sono caratterizzati da queste dinamiche dell’“iperreale” capaci di esercitare la supremazia anche nei confronti del mondo reale.

In riferimento alla tematica dei mezzi (media) e degli strumenti, i membri della Religione Jedi (Real Jedi), affermando con convinzione l’indipendenza dalla narrativa dei personaggi della saga, ne sostengono la natura di “parabola” come le Sutre della vita di Buddha, i Vangeli di Gesù, i Cantici di San Francesco i discorsi del Mahatma Gandhi.

Il dibattito escatologico e gnoseologico sulla validità della “Religione Jedi” sicuramente non appassiona teologi e studiosi. Personalmente lo trovo molto interessante come fenomeno di marketing e di evoluzione dei modelli di business sia come professionista sia come utente del mito di “Star Wars” nei suoi quarant’anni di vita.

Non a caso ho utilizzato la parola “”mito” che nel mondo del business e della “consumerizzazione” indica oggetti e servizi capaci di costruire un “lovebrand”, un “lovemark” o una community di fedeli appassionati e seguaci. Facili gli esempi di Apple, Ducati, Nutella, Coca-Cola, Corona e delle stesse squadre di calcio.

Negli anni, molti hanno accusato George Lucas, il creatore di “Star Wars” e di Indiana Jones, di aver compiuto un sapiente “copia e incolla” seriale da differenti fonti di miti tra cui cavalieri, massoneria, religioni, credenze e superstizioni. Un’accusa riportata anche alla J.K.Rowling per la sua saga “Harry Potter” alla quale è stato anche imputato di aver copiato lo stesso Lucas.

Star Wars è un mito. Ed aziende globali come la LEGO® e la Disney hanno da tempo capitalizzato questa portata e questo potenziale per conquistare e presidiare il mercato di riferimento.

La linea LEGO® Star Wars™ è da anni best seller in tutto il mondo nel catalogo Lego.

I MIGLIORI 10 SET LEGO DEL 2016

  1. LEGO® Star Wars 2016 Advent Calendar
  2. LEGO® Minecraft Crafting Box
  3. LEGO® Star Wars Rebel U-Wing Fighter

Nel 2012 La Walt Disney Co. ha acquisito la casa di produzione Lucasfilm, fondata da Lucas, per un valore di 4,06 miliardi di dollari con un’operazione di integrazione verticale dei contenuti e canali della distribuzione.

Tutto questo ha aumentato la portata del mito di “Star Wars” capace di perpetrare il racconto su diversi prodotti e canali. Un racconto che oggi chiamiamo “Storytelling”. Il filologo svizzero Walter Burkert afferma che “i miti non sono altro che racconti tradizionali forniti di una loro significatività” che si trasforma in substrato culturale nel tempo.

In tempi esponenziali, i quaranta anni di successo costante di “Star Wars” attribuiscono un valore al tempo trascorso ma, soprattutto se analizziamo le caratteristiche del tempo trascorso, appare chiaro come Lucas (che lo ha anche dichiarato più volte) si sia ispirato alle opere del saggista e storico delle religioni, Joseph Campbell, il quale ha formalizzato il tempo mitologico del “viaggio dell’eroe” in “The Hero with a Thousand Faces”. Applicando il metodo proppiano (da Vladimir Propp, l’antropologo russo che ha studiato gli schemi della narrativa delle fiabe), Campbell individua 17 tappe del “viaggio dell’eroe” divise in tre fasi: partenza, iniziazione e ritorno (sembra il Design Thinking ma questo è un altro articolo😊).

Se ne osserviamo la portata “culturale” in termini sociali, social, culturali, letterari e artistici, appare chiara la significatività del prodotto “Stars Wars” in tutto il mondo.

Da questo grande potere nascono grandi responsabilità.

Chi gestisce “Stars Wars” sa bene di gestire un veicolo che trasporta idee, valori e modelli di comportamento capaci di creare un impero economico, un intero universo narrativo e iconografico e infine anche una Religione.

La forza di un mito non è classificabile secondo criteri oggettivi e di verità, ma secondo la sua capacità di costruire una utilità emozionale, emotiva, culturale e d’appartenenza che giustifica lo sforzo del crederci.

Non deve essere vero, deve essere vero per chi ci crede, ovvero capace di soddisfare sia il bisogno di crederci sia il vantaggio che si ottiene nel crederci. Un costante rapporto tra impegno e valore.

Una esemplificativa lezione di marketing per tutti coloro che agiscono sul mercato. Possiamo semplificare dicendo che se gestite un prodotto o servizio che è capace di diventare “Religione” ovvero capace di costruire, esprimere e raccogliere una comunità legata al prodotto/servizio sfruttando le dinamiche che Henry Jenkins ha chiamato “della cultura convergente”, allora dovrete pensare anche alle Comunità che aggregano e condividono le loro passioni, discussioni, suggerimenti, proposizioni, creazioni per migliorare o per personalizzare il prodotto/servizio ed il suo utilizzo.

Oggi è il 4 di maggio, il #MayTheforceBeWithYouDay, ovvero un’espressione rituale dell’appartenenza al mito di “Star Wars” se poi è Jedista ben venga! Sempre meglio che Jihadista.

https://it.wikipedia.org/wiki/Religione_Jedi_nei_censimenti

https://www.lego.com/en-us/aboutus/lego-group/annual-report

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Jedi-18a53c67-2f96-441b-83dd-

https://en.wikipedia.org/wiki/Jediism

Commenta